Il nostro metodo

Ogni intervento parte da un'analisi, non da un'abitudine

Il restauro librario non è una procedura standardizzata. È un processo di indagine che si adatta a ciò che il materiale rivela. Qui spieghiamo come lavoriamo, quali materiali usiamo e perché ogni scelta tecnica ha una giustificazione documentata.

"Il restauro corretto è quello che stabilizza il materiale senza cancellare la sua storia."

Quando un libro entra in laboratorio, la prima cosa che facciamo è osservare. Non toccare, non pulire: osservare. Guardiamo il tipo di carta, il colore degli inchiostri, la struttura della legatura. Cerchiamo di capire in quale momento storico è stato prodotto e con quali materiali. Solo dopo inizia la valutazione dei danni.

Questo approccio richiede una formazione che va oltre la semplice tecnica manuale. I nostri restauratori conoscono la storia della carta, della pergamena, delle tecniche di cucitura italiane ed europee dal Medioevo all'Ottocento. Questa conoscenza è la base di ogni decisione operativa.

I materiali

Cosa usiamo e perché

La scelta dei materiali è parte integrante del metodo. Utilizziamo solo materiali che soddisfano criteri precisi di compatibilità, reversibilità e stabilità nel tempo.

Materiali di restauro tra cui colla di pasta, carta giapponese e strumenti di precisione

Adesivi reversibili

Utilizziamo colla di pasta di grano, metilcellulosa e Paraloid B-72. Tutti sono reversibili con acqua o solventi specifici, il che significa che un futuro restauratore potrà intervenire senza distruggere il nostro lavoro. Non usiamo colle vinilriche o adesivi sintetici permanenti.

Carte per il restauro

La carta giapponese è il materiale di riferimento per la riparazione di lacune e il rinforzo di zone fragili. È disponibile in grammature diverse, da 2 a 60 grammi per metro quadro. Scegliamo il peso in base alla resistenza del supporto originale. Per documenti su pergamena utilizziamo pergamena giapponese.

In alcuni casi specifici utilizziamo carta italiana fatta a mano, prodotta con le stesse fibre del documento originale, per garantire la massima coerenza visiva e fisica.

Pelli e tessuti

Per le nuove rilegature e per il restauro delle coperte, utilizziamo pelle conciata al vegetale proveniente da concerie italiane che mantengono le tecniche tradizionali. La concia al vegetale garantisce una longevità superiore rispetto alla concia al cromo e una compatibilità maggiore con i materiali storici.

Per le legature in tela utilizziamo tele di lino o cotone trattate con appretti privi di acidi.

Pelle conciata al vegetale e strumenti per doratura a caldo su banco da lavoro

Doratura e impressioni

Le impressioni a caldo sul dorso e sui piatti vengono eseguite con ferro da dorare e foglia oro 22 carati o oro bianco. Utilizziamo solo polveri e foglie oro di provenienza certificata. I caratteri e i ferri decorativi sono selezionati in base al periodo storico del volume per garantire la coerenza stilistica.

Le tecniche

Operazioni principali in laboratorio

I

Pulitura delle carte

La pulitura a secco viene eseguita con gomme di pulizia morbide e pennelli di setola naturale. Rimuove lo sporco superficiale senza aggredire il supporto. Quando è necessaria una pulitura in acqua, immergiamo le carte in bagni controllati con acqua deionizzata. La temperatura, il pH e il tempo di immersione vengono monitorati costantemente.

II

Deacidificazione

La carta acida si deteriora rapidamente. Il processo di deacidificazione neutralizza l'acidità residua e deposita una riserva alcalina che rallenta il futuro deterioramento. Utilizziamo sia metodi acquosi che non acquosi, a seconda della sensibilità degli inchiostri presenti nel documento. Prima di ogni trattamento effettuiamo test di solubilità degli inchiostri.

III

Reintegrazione delle lacune

Le lacune nelle carte vengono reintegrate con carta giapponese o con polpa di carta applicata a umido. La scelta dipende dalla forma e dalla dimensione della lacuna. Le reintegrazioni sono sempre distinguibili dall'originale a un esame ravvicinato, ma visivamente discrete a distanza di lettura. Non coloriamo mai le reintegrazioni per farle sembrare identiche all'originale.

IV

Cucitura e legatura

La cucitura è il cuore della legatura. Utilizziamo filo di lino non sbiancato per la cucitura delle segnature. Le tecniche di cucitura variano in base all'epoca e alla tipologia del volume: cucitura su nervi veri per i volumi cinquecenteschi, cucitura su fettucce per i volumi settecenteschi, cucitura copta per i codici medievali. Ogni scelta è documentata e giustificata.

La documentazione

Un archivio del restauro, non solo un risultato

Ogni intervento produce una documentazione scritta e fotografica che accompagna il bene per sempre. La relazione di restauro descrive lo stato iniziale, le operazioni eseguite, i materiali utilizzati con i rispettivi produttori e riferimenti commerciali, e le raccomandazioni per la conservazione futura.

Questa documentazione non è solo utile per il committente. È un atto di responsabilità verso i futuri restauratori che potrebbero dover intervenire sullo stesso materiale tra cinquant'anni. Sapere cosa è stato fatto, con cosa e perché è un'informazione preziosa che non va persa.

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Relazione di restauro con fotografie prima e dopo su scrivania di laboratorio